Sicilia

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L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto

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Sicilia

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\r\nQuella siciliana è una storia di dominazioni.\r\n\r\nLa posizione geografica dell’isola, fulcro del Mediterraneo, la bellezza dei suoi luoghi e la generosità della sua terra hanno contribuito a farne per secoli la meta prediletta di conquistatori che, pur tra guerre e rivolte, hanno però lasciato testimonianze artistiche e culturali inestimabili del loro passaggio. Basti pensare ai templi della Valle di Agrigento, ai mosaici bizantini del Duomo di Monreale, agli affreschi di Piazza Armerina o alle architetture arabe palermitane per comprendere quanto considerevole sia stato il lascito delle popolazioni e delle civiltà che nei secoli hanno abitato l’isola.\r\n\r\nTracce d’insediamenti umani in Sicilia si riscontrano fin dall’età preistorica, come dimostrano le pitture parietali e i manufatti neolitici rinvenuti nelle grotte dell’Addaura, vicino Palermo, o in quelle delle isole Egadi ed Eolie. Ma il primo, forte momento di sviluppo avviene intorno al IX secolo a.C. qunado sulle coste orientali siciliane giungono i Fenici, fiorente popolo di navigatori e commercianti (il nome deriva probabilmente dal greco phoìnike, purpurei, per la loro fama di produttori di stoffe), che fondano centri importanti tra i quali il futuro capoluogo Palermo.\r\n\r\nLa civiltà greca, che succede a quella fenicia, dà poi vita a sontuose colonie come Agrigento, Siracusa, Milazzo, Zancle (l’attuale Messina), grandi città dove ferve una vita artistica e culturale tra le più attive del Mediterraneo.\r\n\r\nNell’età imperiale romana la Sicilia diventa assoluta protagonista del Mare Nostro, punto d’incontro fondamentale per i commerci, l’industria navale, la produzione agricola, stabilendo un primato che consolida in epoca bizantina e poi ancora durante i secoli delladominazione araba.\r\n\r\nQuando nell’XI secolo la regione passa sotto la supremazia normanna sorgono alcuni dei monumenti più preziosi del suo attuale patrimonio, e non meno importante, sebbene caratterizzato da conflitti e ribellioni, è il periodo dell’egemonia spagnola, ufficializzata nel XV secolo con l’annessione alla corona, Una storia complessa, che ha fatto però di questa terra un luogo unico, la cui ricchezza artistica e culturale consiste proprio nel suo essere il prodotto dell’unione di molteplici stili.\r\n\r\n \r\n

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L’olio e la verità tornano alla sommità

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Prodotti Biologici

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\r\nChe la Sicilia fosse una terra ricca di ottimi prodotti agroalimentari ne siamo consapevoli, ma è bello quando qualcuno ce lo sottolinea; sono soddisfazioni e molto spesso modi per rinfrescare la memoria ai più o per farci conoscere realtà dei nostri luoghi che ignoravamo. L’associazione Slow Food è una delle voci che ci ricordano ogni giorno la bellezza ed il valore dei prodotti del nostro territorio.\r\n\r\nQuesta, istituendo i Presìdi nel 1999, si è posta l’obiettivo di recuperare e salvaguardare le piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientale e dall’omologazione. Per ottenere il contrassegno identificativo “Presìdio Slow Food” si deve essere in linea con i criteri stabiliti dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.\r\n\r\nPiù in generale, il Presìdio Slow Food è applicato a prodotti rari ed eccellenti a rischio di estinzione, ai gruppi di contadini, allevatori, pescatori che li producono, ai disciplinari ed alle regole di produzione che li contraddistinguono. Diverse sono le tipologie prese in esame: cereali, conserve ittiche, derivati carnei, dolci, erbe e aromi, formaggi, frutta, legumi, mieli, ortaggi, pane, pesci, razze e salumi.\r\n\r\nI Presìdi Slow Food italiani sono 201 e ben 26 Presìdi sono stati identificati nella regione Sicilia, ecco quali:\r\n\r\nAglio Rosso di Nùbia, Ape Nera Sicula, Asino Ragusano, Cappero di Salina, Capra Girgentana, Cipolla di Giarratana, Cuddrireddra di Delia, Fagiolo Badda di Polizzi, Lenticchia di Ustica, Limone Interdonato, Maiorchino, Mandarino Tardivo di Ciaculli, Mandorle di Noto, Manna delle Madonie, Masculina da Magghia, Melone Purceddu d’Alcamo, Oliva Minuta, Pane Nero di Castelvetrano, Pistacchio di Bronte, Provola dei Nebrodi, Provola delle Madonie, Ragusano, Sale Marino Integrale Artigianale di Trapani, Suino Nero dei Nebrodi, Susine Bianche di Monreale, Vastedda del Belìce\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n

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Il vino è il canto della terra verso il cielo

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Territori e Percorsi

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I Vini D.O.C. Siciliani sono diciassette, ed è possibile suddividere il territorio delle zone D.O.C. del vigneto siciliano in tre grandi distretti: quello occidentale, il più importante, che comprende il territorio di Trapani, della Val di Mazzara fino a Sciacca, l’isola di Pantelleria ed alcuni comuni delle provincie di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, in questo distretto vengono prodotti i D.O.C.: Bianco Alcamo, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Marsala, Menfi, Moscati di Pantelleria, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice e Sciacca, il distretto nord-orientale, che comprende il territorio dell’Etna, della Val Demone e le isole Eolie, qui i D.O.C. prodotti sono: Etna, Faro e Malvasia delle Lipari, ed infine il distretto sud-orientale con il territorio di Siracusa, della Val di Noto e di Ragusa, dove vengono prodotti i D.O.C.: Cerasuolo di Vittoria, Eloro, Moscato di Noto, Moscato di Siracusa.

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Uno dei modi più suggestivi di conoscere la Sicilia, è indubbiamente quello attraverso le strade del vino che offrono uno spaccato d’arte, cultura e natura estremamente variegato e ricco.

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La prima tappa di questa scoperta, non può che essere La strada dell’Etna.\r\nProprio nei paesi alle pendici del vulcano più alto d’Europa si producono vini rosso, rosato e bianco dal carattere forte, che risentono del terreno lavico circostante.\r\nI palmenti, le tipiche costruzioni agricole isolane qui costruite in pietra lavica ad uso della viticoltura e delle fasi di lavorazione delle uve, e i terrazzamenti realizzati con muri a secco, caratterizzano il paesaggio dei tre versanti “vitati” del vulcano.

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Un interessante itinerario a metà tra gusto e storia è quello che si sviluppa intorno alla strada del Moscato di Noto e di Siracusa. Il colore del vino, giallo oro, si abbina perfettamente alla colorazione tipica delle costruzioni barocche di cui Noto è l’indiscussa capitale.

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Procedendo verso sud, a pochi chilometri, il percorso prosegue attraverso le strade del Nero d’Avola e del Cerasuolo di Vittoria, due vini che negli ultimi anni hanno conquistato prepotentemente le tavole di tutto il mondo.

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La più nota delle strade del vino siciliane è, indubbiamente, quella che passa attraverso i luoghi di produzione del Marsala e del Moscato di Pantelleria. Vini dolci che hanno la capacità di assumere sapori completamente diversi con l’invecchiamento.\r\nSe la prima tipologia ha nel centro omonimo, in Trapani e nella splendida cornice medioevale di Erice il cuore della vendemmia, il secondo è una prerogativa pantesca, dove a fianco al Moscato non bisogna dimenticare loZibibbo ed il superlativo Passito di Pantelleria.

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La costa occidentale della Sicilia è caratterizzata dalla strada dell’Alcamo doc, un vino da spiaggia, verrebbe da dire, sia per la sua gradazione non eccessiva che per la facilità con cui si lascia degustare soprattutto nelle zone di Castellammare del Golfo, San Vito lo Capo e Segesta.

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Ultima tappa di un viaggio in Sicilia alla scoperta del vino è quella che passa attraverso la strada della Malvasia delle Lipari. Di porto in porto, si fa la conoscenza con le indimenticabili “sette sorelle” di origine vulcanica (Lipari, Stromboli, Vulcano, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi) per innamorarsi dei superbi fondali marini, delle spiagge, della cucina, e di quello che è un vino “da compagnia”, la Malvasia, introdotta dai greci in tempi antichissimi, e ancora prodotta con lo stesso metodo.\r\nL’itinerario è uno dei tre che costituiscono la Strada del vino di Messina. Gli altri percorsi suggeriti dalla Strada del Vino messinese sono: il percorso del Mamertino Doc, che si snoda nei territori della zona tirrenica ed alcuni comuni della zona ionica e il percorso del Faro Doc che attraversa i luoghi sovrastanti le colline dello Stretto di Messina.

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Leggende e Miti

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Secondo la leggenda, Noè trasmise l’arte di fabbricare e l’uso di bere il vino ai figli ed essi ai posteri che, visto “quanto lo stesso fosse gustoso e dilettevole al palato e giovevole allo stomaco, impararono le varie maniere di conservarlo per non restarne mai in alcun tempo privi”.

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Secondo un’altra leggenda ebraica, a piantare la vite sarebbe stato addirittura Adamo.\r\nUna leggenda greca racconta invece che Bacco, viaggiando in Arabia, vide una vite così bella che volle portarla con se. Temendo che il sole la disseccasse, la introdusse in un osso di uccello. Essendo questo diventato insufficiente a contenerla, la mise prima in un osso di leone e poi dentro il cranio di un asino. Arrivato a Nissa, piantò l’arbusto in piena terra unitamente alle ossa. La pianta crebbe rapidamente e, con somma gioia di Bacco, diede dei meravigliosi grappoli che il Dio spremette, ottenendo il dolce vino che diede da bere agli uomini. Se il vino è il nettare degli Dei quale migliore sede, per produrlo che la Sicilia, terra del mito e terra del sole?

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Sicilia, un’isola di opportunità

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Attività

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\r\nLa Sicilia offre una tra le più gustose culture enogastronomiche del mondo… anche per gli standard italiani! Qui si possono gustare “cibi da strada” unici (come i celebri arancini), pasta fatta in casa, pizza, e anche i “cannoli”, i più celebri gioielli della pasticceria made in Sicily. Partecipare a un corso di cucina, degustare del buon vino in alcune delle più premiate cantine al mondo, prendere parte a un’esclusiva attività di team building a tema enogastronomico (anche per gruppi molto grandi) sono opzioni assolutamente da non perdere!\r\n\r\nLa Sicilia possiede acque chiare e limpide e quasi 40 spiagge diverse, da quelle costituite di sabbia bianchissima a quelle nere, di sabbia vulcanica, intervallate da coste rocciose. Ma, oltre a questo, sicilia è anche fuoco, neve, montagna.\r\n\r\nQuali sono le attività che si possono svolgere in Sicilia?\r\n

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  • Escursioni Marittime
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  • Escursioni Terrestri
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  • Quad Excursion
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  • Percorsi Enogastronomici
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  • Corsi di cunina
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  • Giri in mongolfiera
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  • Parapendio
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  • Snorkeling
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  • Kitesurf
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  • Immersioni Subacquee
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  • Esperienze nelle riserve naturali
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  • Visita al vulcuno attivo più grande d’Europa: l’Etna
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